Gastrointestinal Parasites in Sheeps and Goats - Blog Farm4Trade
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I parassiti gastrointestinali nei ruminanti

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I parassiti degli animali da allevamento sono la causa di malattie che hanno un impatto socio-economico rilevante in tutto il mondo e influiscono negativamente e sulla produttività degli animali.

Le parassitosi continuano ad essere di grande ostacolo nei sistemi di produzione animale e i nematodi gastrointestinali provocano problemi rilevanti negli animali da allevamento.

Le gastroenteriti da parassiti (PGE) sono malattie causata da grandi quantità di parassiti gastrointestinali che risiedono nell’apparato digerente (abomaso e intestino) dei ruminanti, prevalentemente pecore, capre e bovini.

I parassiti gastrointestinali più comuni nei ruminanti

  • Haemonchus contortus (verme palo del barbiere)
  • Teladorsagia circumcincta (verme marrone dello stomaco)
  • Trichostrongylus (verme dello stomaco filamentoso)

Le categorie di animali più soggette alle parassitosi gastrointestinali

  • Giovani pecore e capre che non hanno ancora sviluppato un sistema immunitario efficiente per l’ambiente in cui vivono.
  • Pecore e capre adulte che hanno sistemi immunitari compromessi e una salute precaria.
  • Pecore e capre che sono state esposte a un’alta probabilità di infezione su pascoli contaminati.

Questioni legate ai parassiti gastrointestinali dei ruminanti

  • Molti Paesi, a livello di prevenzione veterinaria, sostengono costi elevati per l’acquisto di antielmintici per controllare ed estirpare le infestazioni di vermi gastrointestinali. In un Paese come l’Australia, ad esempio, il costo annuale associato ai parassiti negli ovini e nei bovini è stimato intorno al miliardo di dollari (Sackett et al., 2006). 
  • Bisogna sempre tenere a mente che l’utilizzo frequente e incontrollato di antielmintici comporta lo sviluppo di resistenza nelle popolazioni di nematodi. Con l’avvento delle tecnologie molecolari, gli scienziati hanno iniziato ad investigare sull’epidemiologia dei differenti tipi di nematodi, in modo da studiare rimedi che non li rendono resistenti. Gli studi epidemiologici si concentrano principalmente sulla presenza, distribuzione e stagionalità dei vermi gastrointestinali. 
  • Resta sempre di cruciale importanza la ricerca continua e la condivisione di informazioni e buone pratiche con le comunità agricole. 

L’impatto dei parassiti gastrointestinali sugli animali da allevamento

  • Haemonchus contortus è altamente patogeno e negli esemplari adulti si nutre del sangue della mucosa dell’abomaso. Nei piccoli ruminanti è associato ad anemia che può avere conseguenze gravi tra cui anche la morte.
  • Teladorsagia circumcincta non si nutre di sangue ma lo sviluppo delle larve avviene nelle ghiandole gastriche provocando la formazione di noduli nei piccoli ruminanti. 
  • Trichostrongylus è comunemente associato con il mal assorbimento ossia comporta una ridotta capacità di assorbire nutrienti dal cibo. 

La presenza di questi parassiti gastrointestinali nelle pecore e nelle capre comporta una significativa perdita di peso che rende più difficile raggiungere il peso richiesto dal mercato per questi animali.   Il deterioramento della salute degli animali si manifesta anche nella riduzione della produzione di latte, con conseguenti perdite di agnelli e capretti.  Oltre a compromettere la quantità e qualità di carne e latte, i parassiti causano anche una minore qualità della lana e della sua crescita. 
Se la malattia non viene trattata porta alla formazione di edema intermandibolare caratterizzato dall’accumulo di liquidi sotto la mandibola. 

In ogni caso, l’allevatore deve mettere in conto di spendere una somma rilevante per trattamenti preventivi o per curare gli animali che sviluppano parassitosi. 

Misure di controllo e di intervento

  • Si possono raccogliere periodicamente campioni fecali su animali selezionati in modo casuale, e inviarli in laboratorio per fare una conta delle uova fecali. In questo modo gli allevatori possono sapere la carica di parassiti nelle loro mandrie. 
  • Bisogna evitare di utilizzare sempre gli stessi medicinali, per abbassare la probabilità che si sviluppino resistenze. Chiedere sempre consiglio medico al veterinario. 
  • Praticare la tecnica del pascolo razionale
  • Isolare gli animali malati.
  • Mettere in atto le buone pratiche per la gestione degli animali per assicurare il successo dell’attività produttiva. 
  • Di vitale importanza è l’adesione a campagne e programmi vaccinali per il controllo delle malattie.

Per il futuro

Il recente interesse in programmi per la gestione integrata dei parassiti (IPM), che comprende lo sviluppo di specie più resistenti geneticamente, può consentire agli animali di tollerare meglio gli agenti patogeni, mantenendo basso il numero di vermi gastrointestinali, sotto una soglia per cui  non comportano infezioni. Questi animali avrebbero una risposta immunitaria migliore che impedisce lo sviluppo di vermi adulti nei loro apparati digerenti. 

Riferimenti
  • http://www.aun.edu.eg/journal_files/48_J_5450.pdf
  • https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4211276/
  • Prichard, R. (1994). Anthelmintic resistance. Vet. Parasitol. 54: 259- 268.
  • Sackett, D., Holmes, P., Abbott, K., Jephcott, S., & Barber, M. (2006). Assessing the economic cost of endemic disease on the profitability of Australian beef cattle and sheep producers. MLA Report AHW87.
  • Zajac, A. M. (2006). Gastrointestinal nematodes of small ruminants: life cycle, anthelmintics, and diagnosis. Veterinary Clinics: Food Animal Practice22(3), 529-541.

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