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Come prepararsi ad accogliere i vitelli in allevamento e gestire al meglio le prime fasi di vita

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Per gli allevatori individuare il periodo migliore per la riproduzione delle vacche è una scelta strategica che si poggia su una serie di fattori.

Bisogna sicuramente tenere conto dell’area geografica, delle condizioni climatiche stagionali e del tipo di allevamento.

Valutare come questi fattori interagiscono tra loro può consentire all’allevatore di capire qual è per lui la migliore strategia per introdurre i nuovi nati nella mandria e assicurare il loro benessere e quello delle vacche  prima e dopo il parto.

Vediamo quali sono i fattori da tenere in considerazione.

Scelta della stagione per la riproduzione

Solitamente le stagioni del parto sono la primavera, sul finire dell’inverno, la primavera inoltrata e l’estate.

Nascite a fine inverno/inizio della primavera

Se si sceglie questo periodo significa che le mucche hanno attraversato la gravidanza nel corso dell’inverno. Durante l’inverno quindi hanno avuto accesso a cibo di qualità e quantità sufficiente per consentire una gravidanza di successo e che il costo del mangime è sostenibile per l’allevatore in questa stagione.
Inoltre, avere le nascite in primavera vuol dire sia che le mucche non avranno accesso ad una gran quantità di foraggio, che sarà più disponibile da maggio in poi, sia che i vitelli saranno svezzati in autunno e passeranno all’alimentazione solida in inverno, stagioni in cui la qualità del foraggio tende a diminuire.

Il rapporto costi/benefici da valutare dipende da quanto tempo si ha a disposizione prima di ottenere capi pronti e giunti a maturità.

Nascite a primavera inoltrata/inizio estate

Questa scelta è particolarmente azzeccata nelle zone con clima umido in cui i pascoli restano verdi anche durante l’estate e permettono alle mucche di accedere a foraggio fresco durante il periodo dell’allattamento. Inoltre, un maggiore apporto nutrizionale per le vacche e quindi per i vitelli porta ad una rapida crescita dei vitelli che nonostante siano nati a primavera inoltrata, in autunno potrebbero essere grandi come quelli nati nei mesi precedenti, con un risparmio notevole sui costi dei mangimi.

Scegliere questo periodo può avere però degli aspetti negativi se il clima è molto caldo durante la gestazione o persino per il successo dell’accoppiamento, dato che le temperature alte riducono la fertilità dei tori.

Nascite a fine estate/inizio autunno

Anche in questo caso il fattore geografico e climatico è determinante. Programmare la stagione delle nascite in autunno significa che le vacche abbiano avuto accesso a buoni pascoli e foraggi durante l’estate, ma queste risorse potrebbero essere secche, indisponibili o più costose durante l’autunno e quindi durante l’allattamento, quando le vacche hanno bisogno del massimo della resa nutritiva dalla loro alimentazione. Sicuramente ci sarà bisogno di integrare i foraggi o i mangimi con delle proteine, con maggiore investimento e spesa per l’alimentazione del bestiame. D’altra parte, i vitelli saranno pronti a primavera inoltrata e potranno beneficiare di pascoli freschi subito dopo lo svezzamento.

Pascolo libero VS allevamento in stalla

Molto dipende da come viene gestito l’allevamento e in particolare l’alimentazione degli animali. Tutti sapranno che l’alimentazione a base di foraggio e il pascolo hanno un costo sicuramente inferiore a quella in stalla, per questo motivo chi alleva al pascolo tende a prediligere le nascite a primavera inoltrata/inizio estate, quando i foraggi sono pronti per sostenere le vacche durante l’allattamento.

Invece, se i nuovi nati arrivano in autunno, bisognerà sempre tenere in considerazione che le mucche avranno bisogno di moltissimo nutrimento durante l’inverno e i vitelli andranno tenuti al caldo insieme alle madri in strutture adeguate. Ciò riduce da un lato lo spazio occupato dalle mandrie e abbassa la richiesta di mangime: rispetto ad avere i vitelli in svezzamento, in inverno sarà più bassa se i vitelli sono ancora in allattamento.

Quindi la scelta di programmare le nascite in autunno è da fare valutando prima se si dispone di strutture adeguate e di una strategia alimentare tale da poter garantire il benessere degli animali durante l’inverno, in particolare dove il clima è rigido. Dove il clima è più mite, caldo o secco, bisogna certamente garantire la disponibilità di cibo in queste stagioni quando il costo dei mangimi è più elevato e la disponibilità e la resa dei pascoli sono inferiori.

Alimentazione delle vacche che allattano

I due punti precedenti mirano a sottolineare l’importanza del terzo fattore, cioè l’alimentazione delle vacche che allattano, fondamentale per la salute dei vitelli e per il successo dell’allevamento. Le vacche in allattamento hanno bisogno di moltissimi nutrienti, per questo un allevatore dovrebbe sempre tener conto della disponibilità di cibo e scegliere di programmare la stagione dei parti in base a questo.

In particolare, il fieno che viene dato alle vacche deve essere di ottima qualità, ricco in proteine ed energia. Come abbiamo detto, il foraggio dei pascoli tende a deteriorarsi in autunno, quindi la scelta di spostare la stagione in autunno significa che ci sarà bisogno di integratori per il foraggio.

Di fondamentale supporto è il mais, un ingrediente sempre disponibile e che necessita di minima lavorazione.

Per quanto riguarda vitamine e minerali è sempre importantissimo garantire l’integrazione di questi nutrienti. Se le vacche partoriscono a inizio primavera, sali minerali e vitamine devono essere integrati fino a quando i pascoli saranno maturi.

L’alimentazione delle vacche è fondamentale per la crescita dei vitelli nei primi mesi di vita, su questo argomento puoi leggere l’articolo dedicato all’alimentazione dei vitelli.

Conclusioni

Per quanto riguarda la scelta della stagione migliore per il parto delle mucche non esiste una risposta unica. Ogni allevatore deve valutare, in base ad una serie di fattori che rispecchiano la sua azienda, le sue disponibilità economiche e le esigenze di mercato, quale periodo gli consente di trarre il massimo beneficio con il minor costo.

Per accompagnare gli allevatori nella scelta della strategia migliore, noi di Farm4Trade abbiamo sviluppato una Suite di applicazioni per gli allevamenti che consente di tenere traccia di tutti gli animali nella fattoria, incluse le gravidanze, i periodi di allattamento, svezzamento etc, controllare i costi di produzione inclusi quelli dei mangimi e formulare le migliori razioni alimentari per gli animali a seconda del loro stato, che sia gravidanza, allattamento, finitura…

Raccomandiamo a tutti gli allevatori l’utilizzo della Suite di Farm4Trade perché è il miglior modo per valutare le migliori strategie in base alla situazione del proprio allevamento.

Riferimenti

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